ROMA – Sui 7000 centri scommesse non autorizzati in Italia, poco meno della metà ha aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità. Gli altri continueranno ad operare comunque sul territorio senza autorizzazione ma Baretta garantisce che «lo Stato inasprirà i controlli e combatterà le forme di illegalità, anche con maggior determinazione, confortati dal fatto che l'Europa ci ha dato ragione». Inoltre chi «ha aderito alla sanatoria ha il diritto di veder riconosciuto il proprio sforzo. Per questo sono previsti maggiori controlli e inasprimento delle pene». Un discorso «completamente diverso» rispetto a quello di Uber, la multinazionale che offre un servizio di noleggio simile ai taxi ma senza licenza, accusato per questo di concorrenza sleale. «Nel caso dei giochi, la nostra tesi è che si tratta di un regime concessorio ed è riserva dello Stato». MSC/Agipro