ROMA - Sono legittime le sanzioni penali per chi offre apparecchiature, totem o postazioni di gioco collegati a siti internet nella black list dei Monopoli di Stato e che offrono “videogiochi d'azzardo, del tipo poker, roulette e slot-machine”. E’ quanto ha ribadito la Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione con due ordinanze che dichiarano inammissibili i ricorsi di due titolari di sale condannati dal Tribunale di Bari a 4 mesi di arresto oltre a 300 euro di multa. Le postazioni di gioco permettevano di giocare tramite smart card su siti non autorizzati e “oggetto di inibitoria da parte dell'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato”. Secondo la Cassazione i ricorrenti, proprio perché titolari di sale gioco, non possono scusarsi con la “buona fede” o con la “mancata conoscenza della normativa vigente”, né vale come attenuante “la circostanza che i macchinari sequestrati fossero distribuiti da una società che era titolare di concessione da parte dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato”, proprio per il fatto che gli apparecchi funzionavano con le smart card che consentivano l’accesso a siti internet vietati. Oltre all’inammissibilità del ricorso, la Cassazione ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento di 2mila euro da versare nella Cassa delle Ammende.

PG/Agipro