ROMA - La licenza di pubblica sicurezza per la raccolta delle scommesse non può essere rilasciata in mancanza di concessione statale. La Sezione Unite Civili della Corte di Cassazione ribadisce il principio nella sentenza che respinge il ricorso del bookmaker Stanleybet. La società britannica si è rivolta alla Suprema Corte dopo una pronuncia del Consiglio di Stato, con la quale i giudici amministrativi hanno riformato la decisione del Tar Lombardia. Per il Collegio di Palazzo Spada, il diniego della licenza da parte della Questura di Roma era stato legittimo, ma secondo Stanley il Consiglio di Stato aveva motivato tale legittimità con un motivo diverso da quello contenuto nel provvedimento del Questore. Per la Cassazione, però, entrambe le decisioni hanno un'argomentazione comune: "Nessuna diversa valutazione o motivazione si rinviene tra la sentenza del Consiglio di Stato e il provvedimento del Questore, posto che entrambe le decisioni si basano sulla medesima argomentazione, e cioè che, non avendo la Stanley (e anche il CTD) avuto alcun provvedimento concessorio da pare delle autorità amministrative competenti, nessuna autorizzazione di pubblica sicurezza poteva essere rilasciata". FP/Agipro