ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di appropriazione indebita nei confronti di un gestore per il mancato versamento del Preu (248 mila euro) al concessionario di riferimento, condannato nel novembre 2014 dalla Corte di Appello di Milano (che a sua volta aveva confermato la sentenza del 2011 del Tribunale di Pavia). La Seconda Sezione penale ha però ritenuto inammissibile il ricorso, nel quale i legali del ricorrente sostenevano che "i rapporti tra il concessionario e la società dell'imputato erano inquadrati nell'ambito di un contratto di collaborazione per il quale le prestazioni dovevano essere svolta in forma del tutto autonoma, escludendo l'instaurazione di un rapporto di natura fiduciaria". Per la Cassazione, però, "è sufficiente che l'agente si sia avvalso dell'esistenza di tale relazione che gli ha dato l'occasione di commettere il reato". FP/Agipro
Slot, Corte di Cassazione conferma: "Gestore che non versa Preu colpevole di appropriazione indebita"