ROMA - Due nuove sentenze della Corte di Cassazione nei confronti dei ctd collegati a bookmaker senza concessione: i giudici supremi hanno annullato il dissequestro di un centro Stanleybet con rinvio al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, mentre esito opposto (sempre con rinvio) ha avuto il ricorso del titolare di un ctd Centurionbet, la cui chiusura è stata confermata dal Tribunale di Mantova. In entrambi i casi la questione verte sulla cessione gratuita della rete a fine concessione, la clausola contenuta nel bando di gara del 2012 (ora abolita) e giudicata da parte della Corte di Giustizia Europea in contrasto con i principi comunitari, al termine di un lungo iter giudiziario. La Corte di Cassazione, applicando le indicazioni della Corte Ue, sta rinviando ai singoli tribunali tutti i ricorsi relativi alla cessione gratuita. La valutazione, si legge nelle sentenze, “non può che essere affidata al giudice di merito”, tenendo conto della decisione della Corte Ue, ma sarà “inevitabilmente dipendente anche da requisiti di fatto “, come ad esempio la valutazione della “antieconomicità derivante dalla virtuale partecipazione alle gare”, dei beni oggetto di cessione e anche “del profitto comunque ragionevolmente ricavabile dall’attività di raccolta delle scommesse”. Nel caso del centro Stanleybet, però, la Cassazione ha rilevato che “una valutazione siffatta non è stata in alcun modo compiuta dai giudici, i quali si sono limitati ad affermare l'estrema genericità delle disposizioni censurate”. LL/Agipro
Scommesse, cessione della rete: da Cassazione due rinvii ai tribunali di Mantova e Santa Maria Capua Vetere