ROMA - La Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato il sequestro, messo in atto nel 2014, di un centro scommesse collegato al bookmaker estero Betuniq, disposto dal Tribunale di Roma per l’assenza della concessione e dell’autorizzazione di polizia. La censura presentata dal ricorrente, relativa alla clausola del bando di gara che prevedeva una doppia fideiussione bancaria, è stata ritenuta infondata: la Corte Ue, ricorda la Cassazione nella sentenza, “ha ritenuto legittima la prescrizione del bando della richiesta di due fideiussioni avuto riguardo all'esigenza di garantire la solidità della consistenza patrimoniale del gestore anche per ragioni di contrasto alla criminalità organizzata”. È di tutta evidenza - continuano i giudici - che la richiesta di un imponente volume d'affari negli ultimi due anni o, per quei soggetti costituiti da meno di due anni, la produzione di dichiarazioni di almeno due istituti bancari ai sensi del testo unico bancario italiano siano prescrizioni rispettose del precetto  comunitario perché non discriminatorie ed idonee a garantire adeguatamente lo  Stato italiano della serietà del contraente”. LL/Agipro