ROMA - La Corte di Cassazione ha dato l'ok definitivo alla confisca della sala bingo "Las Vegas" di Palermo, disposta dal Tribunale del capoluogo siciliano nel 2008 e confermata dalla Corte di appello nel 2016. In primo e secondo grado era stata confermato nei confronti dei titolari il reato di intestazione fittizia dei beni in concorso con Cosa Nostra, valutazione confermata anche dai giudici supremi. Nonostante l'assoluzione dei titolari dal reato di reimpiego di capitali immessi dalla mafia nella loro attività, la confisca è stata confermata sulla base di tre elementi: «la sicura riconducibilità a quegli esponenti mafiosi dell'investimento iniziale, pari a 160.000 euro, indispensabile per l'avvio dell'impresa; la sproporzione tra il valore economico degli investimenti compiuti in tale attività, negli anni, dai titolari e le loro capacità reddituali lecite; la gestione estremamente disinvolta dell'attività d'impresa», che non permetteva la ricostruzione delle «singole movimentazioni». In particolare, l'uso cospicuo di denaro contante «facilitava il perseguimento del fine di eludere le misure di prevenzione da parte degli associati mafiosi». Il ricorso dei titolari della sala è stato quindi rigettato. LL/Agipro