ROMA - «Una decisione estremamente significativa». Claudio Urciuoli, avvocato penalista, commenta così la pronuncia con cui la Corte di Cassazione ha stabilito che i gestori di slot machine commettono il reato di peculato quando non versano il preu. «I giudici delle Sezioni Unite hanno aderito all'orientamento che considera di rilevanza penale una simile condotta, e che tale rilevanza è da considerare peculato - spiega l'avvocato, rappresentante del concessionario parte lesa nel processo - In un regime concessorio con determinati requisiti, il gestore è quindi qualificato come incaricato di pubblico servizio». In attesa delle motivazioni che verranno rese note nelle prossime settimane, Urciuoli ritiene che «tale decisione non è una brutta notizia per i gestori. Al contrario, credo che anche questi abbiano motivi per gioire, almeno quelli che versano le somme dovute. L'irrilevanza penale del mancato versamento del preu avrebbe nociuto soprattutto ai gestori fedeli - spiega ancora l'avvocato - Chi non riversa si autofinanzia e altera la concorrenza: alla lunga i concessionari avrebbero trovato un rimedio e i gestori onesti avrebbero incontrato più difficoltà. La decisione della Cassazione riequilibra le dinamiche tra soggetti della filiera». Dopo la decisione dei giudici supremi, anche i tribunali ordinari potranno riprendere i processi su casi simili sospesi in attesa della pronuncia: «Lunedì si ripartirà a Salerno, dove i giudici di merito avevano seguito l'orientamento che considera il preu un ricavo d'impresa - conclude Urciuoli - Il Collegio dovrà prendere atto di quanto deciso ieri, ma per il futuro ci auguriamo di avere sempre meno processi». LL/Agipro
Cassazione su preu e peculato, Urciuoli (avv. concessionari): "Decisione significativa, buona notizia anche per i gestori"