ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti Claudio Bongarzone, uno degli imputati del processo "Metastasi-bis". La maxi inchiesta avviata nel 2014 aveva portato alla luce le infiltrazioni della 'ndrangheta nella politica di Lecco e ritenuti affiliati all'organizzazione ai cui vertici era stato riconosciuto Mario Trovato, condannato a 15 anni e mezzo. Nel caso di Bongarzone, la Cassazione rileva nella sentenza la ricostruzione fatta dalla Corte di Appello di Milano: l'indagato gestiva una società «avente ad oggetto vendita, noleggio video giochi, video poker, slot machine» che era utilizzata dall'organizzazione «per penetrare e dominare il settore dei giochi negli esercizi del lecchese». La Corte ha anche evidenziato «la disponibilità dell'imputato ad ospitare», in un bar di sua proprietà, «numerose riunioni tra gli affiliati», sottolineando «il tenore e la frequenza delle conversazioni, intercorse con Mario Trovato, dalle quali si evince un non comune spirito di iniziativa dell'imputato in sintonia con la natura e finalità del sodalizio». Il ricorso di Bongarzone è stato quindi dichiarato inammissibile ed è stata confermata la condanna a 7 anni. LL/Agipro
Cassazione, processo "Metastasi-bis": gestore slot condannato per associazione mafiosa