ROMA - Avevano truffato un’anziana, appropriandosi di un “Gratta e vinci” da 100mila euro; sei anni e mezzo dopo, la Corte di Cassazione ha condannato a oltre un anno di reclusione i titolari della ricevitoria di Milano in cui era accaduto il fatto. La sentenza definitiva, pubblicata oggi, conferma quanto già stabilito dalla Corte di Appello di Milano: a fine 2011 i due imputati, approfittando di una cliente abituale del locale, avevano tenuto per loro il biglietto dopo averne verificato la validità. Alla signora era stata poi consegnata una finta ricevuta di comunicazione della vincita e successivamente un assegno (a vuoto) di 50mila euro, metà dell’importo dovuto. La somma complessiva era invece stata incassata da uno dei due indagati con un accredito a proprio nome su un conto intestato al figlio. Per la Cassazione entrambi i ricorsi «sono manifestamente infondati e devono essere dichiarati inammissibili»: i giudici supremi hanno ritenuto inattendibili i testimoni indicati dalla difesa e decisamente improbabile il presunto accordo tra i due indagati e la signora che, in caso di vincita, sarebbe stata disponibile a ripartire la somma con i titolari della ricevitoria. La condanna per truffa aggravata è stata dunque confermata. LL/Agipro