ROMA - Gli apparecchi non autorizzati che permettono di vincere premi, anche se non direttamente in denaro, sono da considerare d’azzardo e dunque sono legittime le sanzioni per la loro installazione. Lo ha ribadito la Sesta sezione civile della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso presentato dalla Ludomatic Snc contro l’ordinanza-ingiunzione emessa dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Trieste. La società era stata sanzionata per aver installato dentro un bar due apparecchi da gioco non conformi a quanto previsto dalle norme di pubblica sicurezza, motivazione che anche la Cassazione ha ritenuto valida: i due “totem”, secondo i giudici supremi, non possono essere considerati «giochi promozionali, nonostante i terminali non consentissero vincite in denaro». Questo perché «le vincite venivano attribuite in “punti” accreditati su una scheda anonima, i quali, a loro volta, potevano essere convertiti in denaro». Il ricorso è stato dunque bocciato. LL/Agipro
Giochi, Cassazione: anche le "macchinette" a premi nascondono l'azzardo