ROMA - La Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una esercente emiliana contro il sequestro, disposto dal Tribunale di Ferrara, di un apparecchio di gioco non autorizzato all’interno del suo negozio. La Cassazione ritiene fondate le ragioni che hanno portato il Tribunale al sequestro: “È emerso che all'interno del locale era presente un apparecchio elettronico dotato di monitor con tecnologia touchscreen - si legge nella sentenza - dotato di dispositivo per l'introduzione di banconote il quale consentiva di accedere, tramite il motore di ricerca Google, a un sito internet per mezzo del quale era possibile effettuare delle giocate che consentivano delle vincite, benché non in denaro quanto piuttosto di beni presenti nel negozio online”. Il sequestro è stato autorizzato “in vista della realizzazioni di approfondimenti di tipo tecnico”, quindi “facendo riferimento alle esigenze probatorie che costituiscono il fondamento della particolare tipologia di vincolo in questione, la quale, dunque, è stata correttamente applicata”. LL/Agipro
Giochi, Cassazione conferma sequestro di apparecchio non autorizzato