ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per Baldassarre D'Ambrogio, l'imprenditore barese coinvolto nell'operazione "Gaming Machine" che a inizio anno aveva portato alla luce la gestione monopolistica del mercato delle videolottery sull'intero territorio della provincia di Bari. Il ricorso dell'indagato - accusato di illecita concorrenza con violenza e minaccia con l'aggravante del metodo mafioso, e di riciclaggio - è stato respinto dalla Seconda sezione penale. I giudici supremi hanno ritenuto legittima l'ordinanza del tribunale barese che «ha reiteratamente evidenziato i collegamenti del D'Ambrogio con gli ambienti della criminalità organizzata e sottolineato come le sale giochi operassero quali luoghi di investimento dei capitali illeciti così giustificando anche il riconoscimento della contestata aggravante». Fondata per i giudici anche l'accusa di riciclaggio: la gravità indiziaria è sostenuta dalle intercettazioni telefoniche effettuate dagli inquirenti, dalle quali «le dichiarazioni del D'Ambrogio circa i notevoli capitali investiti nelle sale giochi e le attività ripetute di sostituzione dei ticket vincenti dei giocatori con somme di denaro contante certamente paiono logicamente interpretate». LL/Agipro
Operazione "Gaming Machine", Cassazione conferma custodia cautelare per l'imprenditore indagato