ROMA - Rimane in piedi l'accusa di associazione mafiosa per Benedetto Sgroi, uno degli indagati dell’inchiesta “Game Over”. Si tratta dell’operazione che a inizio anno ha messo in luce un sistema di scommesse illecite con l’appoggio della mafia, con base logistica a Partinico, in provincia di Palermo. La Corte di Cassazione, in fase preliminare, ha confermato quanto stabilito dal Giudice del Riesame di Palermo, che a febbraio aveva annullato la custodia in carcere, «confermando nel resto il provvedimento in relazione al reato di associazione mafiosa». Per la Corte il quadro probatorio «si palesa univoco e congruamente motivato»: dalle indagini è emerso «che lo Sgroi trattò personalmente le relazione tra il clan del Bacchi (uno dei principali indagati, ndr) e altra famiglia mafiosa», e il resoconto delle intercettazioni «non lascia adito a dubbi circa la consapevolezza del ricorrente in relazione alle connotazioni particolari del giro d'affari e alla struttura associativa sottesa, in cui il medesimo risultava inserito». Il ricorso di Sgroi è stato quindi dichiarato inammissibile. LL/Agipro