ROMA - Raccogliere scommesse in prima persona, anche se per conto di un operatore estero discriminato alla partecipazione alle gare, è reato: è quanto ha ribadito con diverse sentenze la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha confermato i sequestri disposti per due punti a Napoli, uno a Brindisi e uno a Teramo con motivazioni analoghe.
I sequestri, si legge nella sentenze, sono giustificati visto che i titolari dei centri non si limitavano “a mettere a disposizione dei clienti i personal computer collegati alla rete e i conti utenti su cui addebitare gli importi, e dunque semplicemente a trasmettere le scommesse”, ma svolgevano “in prima persona una vera e propria attività di intermediazione e raccolta” delle giocate.
PG/Agipro