ROMA – Tra la professione di calciatore e la ludopatia “non c’è assolutamente nessuna corrispondenza”. Così Marco Di Nicola, medico responsabile del Cepid (Centro psichiatrico integrato di ricerca, prevenzione e cura delle dipendenze) del policlinico Gemelli di Roma, ad Adnkronos. “Noi come centro non abbiamo riscontrato un'associazione in tal senso. Sono questioni distinte: la ludopatia non dipende dal ceto sociale o dal background culturale o dal lavoro che si fa, è una dipendenza trasversale e molto variegata a livello sociale”.

RED/Agipro