ROMA - «In questo regolamento non viene evidenziato il sacrificio fatto in questi anni da molti concessionari che, per non interrompere un servizio, sono intervenuti investendo risorse proprie. Non riusciamo a capire se l'impiantistica sportiva deve essere concepita come una reciproca collaborazione» con l'amministrazione «o come una semplice gestione di spazi». Lo ha detto la consigliera Svetlana Celli (Roma Torna Roma), evidenziando «alcune criticità della delibera» sul "Regolamento per gli impianti sportivi di proprietà comunale" di Roma Capitale, nel corso della discussione in Assemblea capitolina.
«I bandi pubblici ci sono sempre stati: le proroghe, in passato, le hanno rilasciate gli Uffici (non le precedenti amministrazioni) e andrebbero ringraziati, perchè hanno permesso di mantenere un servizio», ha sottolineato il consigliere Orlando Corsetti (PD), ricordando «le decine di impianti scaduti» che hanno continuato a lavorare e «fortunatamente sono rimasti a garantire un servizio». L'attuale normativa «andava modificata per adeguarla al nuovo codice degli appalti: il regolamento porta a casa alcune cose positive» e «pensiamo che sia effettivamente utile alla città», ha concluso Corsetti, annunciando la presentazione di alcuni emendamenti. «Ci auguriamo che possano essere accolti perchè potremmo migliorare quanto ci viene proposto».
MSC/Agipro