ROMA - Pressing dei sindaci di Taormina e di San Pellegrino Terme sul sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta: «E' la prima volta che il problema casinò viene riproposto non per pressioni territoriali, ma da un esponente del governo. Questo ci conforta, anche se dobbiamo stare con i piedi per terra perché ancora non c'è nulla di concreto e perché abbiamo avuto mezzo secolo di delusioni» ma «ora c'è un sottosegretario il quale dice che le case da gioco servono all'economia legale e al turismo», ha detto Eligio Giardina, sindaco di Taormina, che già pensa al futuro. «Se venisse concessa al Comune la licenza per istituire una casa da gioco bisognerà fare immediatamente un bando di gara internazionale per concorrenti di sicuro affidamento e di grande esperienza nel settore», ha spiegato. Intanto, anche il primo cittadino di San Pellegrino Terme Vittorio Milesi ha chiamato a raccolta i parlamentari per venerdì 24 aprile «individuare tutte le iniziative possibili per l'inserimento della richiesta, relativa al nostro Casinò, nel decreto sul gioco d'azzardo che il Governo dovrebbe presentare nei prossimi giorni». La posizione dell'amministrazione comunale è nota: in un contesto di liberalizzazione selvaggia di sale bingo e sale slot, con i Gratta & vinci venduti a ogni angolo di strada, l'auspicata regolamentazione del settore potrebbe riportare in auge la struttura di San Pellegrino. RED/Agipro
Casinò a Taormina e San Pellegrino, i sindaci in pressing su Baretta