ROMA - Il casinò è «un elemento che completa l'offerta turistica e aiuta lo sviluppo del territorio: non vogliamo puntare tutto sul gioco, ma la riapertura della struttura servirebbe a rilanciare l'economia e a creare nuovi posti di lavoro». Lo ha spiegato il sindaco di San Pellegrino Terme (BG), Vittorio Milesi, commentando l'ipotesi della riapertura di alcune case da gioco sul territorio italiano. «A noi come Comune non interessa aumentare le entrate col gioco: grazie alla riapertura del casinò vogliamo sviluppare il turismo e recuperare posti di lavoro, visto che tante aziende sono chiuse o in crisi, oppure hanno spostato la produzione», ha spiegato il sindaco, che domani incontrerà i parlamentari bergamaschi per valutare quali iniziative possano essere attuate per ottenere l’inserimento della riapertura del casinò nel decreto giochi della delega fiscale. Come casa da gioco, il casinò di San Pellegrino Terme «è stato chiuso nel periodo della Prima Guerra Mondiale e da allora non è stato più riaperto, ma viene utilizzato per convegni, meeting e matrimoni». Il suo mantenimento, però, «è costato 10 milioni di euro negli ultimi 15 anni (tra fondi europei e regionali, ma comunque pubblici)». Anche all'epoca, poi, «chiudere i casinò non aveva risolto il problema del gioco d'azzardo, perchè si giocava comunque in modo illegale, senza controllo e senza entrate per i Comuni». Invece al giorno d'oggi, «chi entra al casinò per giocare è controllato già all'ingresso», ha ricordato il sindaco. Sulla possibile riapertura del casinò, «voglio essere ottimista perchè credo che la posizione su questo tema sia stata ambigua e ipocrita da parte della politica nazionale, che ha consentito la proliferazione delle slot sul territorio e l'apertura delle sale bingo: il fatto che ci si ostini a dire di no ai casinò è una contraddizione, soprattutto se si considerano i numerosi casinò online e i casinò fisici presenti all'estero, in Paesi confinanti con l'Italia come la Slovenia e la Croazia», ha concluso. MSC/Agipro
Casinò, Milesi (sindaco San Pellegrino Terme): «La riapertura servirebbe a rilanciare turismo e occupazione»