ROMA - Oltre 9 milioni di euro truffati ai propri clienti, tra cui anche familiari e amici, per giocare al casinò, viaggiare con auto di lusso e fare la bella vita: è quanto emerge dalla vicenda di un promotore finanziario di San Piero in Bagno, in provincia di Forlì, che aveva messo in piedi diversi stratagemmi per appropriarsi del denaro da spendere al tavolo di un casinò italiano. Le indagini della Guardia di Finanza di Forlì si sono appena concluse con la notifica dell’avviso di fine indagini preliminari che porterà al rinvio a giudizio. Era stato proprio l'uomo a rivolgersi ai finanzieri lo scorso marzo: a partire dal 2011, il promotore richiedeva ai risparmiatori l’emissione di assegni circolari intestati a due sigle societarie che sono risultate riconducibili al casinò da egli assiduamente frequentato. Per raggirare la normativa antiriciclaggio, aveva escogitato un ingegnoso sistema che gli consentiva di utilizzare i titoli raccolti dagli investitori direttamente nella casa da gioco.
In altri casi il promotore chiedeva di intestare gli assegni a persone fisiche che sono risultate essere dipendenti del casinò stesso. Il valore complessivo dei titoli intestati direttamente alla casa da gioco ammonta a circa 2 milioni di euro.
Gli accertamenti dei finanzieri al casinò hanno inoltre consentito di riscontrare violazioni alla normativa antiriciclaggio: la Gdf, fa sapere in una nota, ha contestato la violazione di omessa segnalazione di operazioni sospette per oltre 3,6 milioni di euro, con una sanzione prevista che può arrivare fino al 40% della somma.
PG/Agipro