ROMA - "Da alcuni anni stiamo discutendo l'efficacia delle leggi regionali e comunali sul gioco. Purtroppo la legislazione del settore non è chiara e parte da assunti non corretti. La legge del Lazio è particolarmente restrittiva e, se nei prossimi mesi fosse applicato il cosiddetto 'distanziometro', molte sale sarebbero costrette a chiudere, lasciando spazio all'illegalità".
Lo ha detto Emmanuele Cangianelli, portavoce dell'Alleanza per la legalità, che riunisce Acadi – Confcommercio, Acmi e Astro (aderenti a Confindustria), Assotabaccai, Donne in Gioco, Egp – Fipe, Fit – Federazione Italiana Tabaccai, Sapar e Sts – Sindacato totoricevitori sportivi,
intervenuto all'inaugurazione della prima casa della legalità nella sala bingo Admiral di via Prenestina, a Roma.
"È la prima di una delle serie di iniziative che porteremo avanti, è un luogo sperimentale: il principale strumento è il filtro all'accesso, sulla base dell'iscrizione volontaria delle persone al registro nazionale di autoesclusione del gioco. Pensiamo possa essere un meccanismo di supporto utile per il contrasto della dipendenza. Il sistema per prevenirla non è di certo l'espulsione del gioco dal territorio", mentre invece "la tecnologia può essere utile", ha spiegato. "La tecnologia utilizzata si basa sul riconoscimento della persona, contemporaneo alla verifica della presenza o meno nel registro di autoesclusione", ha concluso.
MSC/Agipro
Giochi, inaugurazione Casa della legalità a Roma. Cangianelli (portavoce Alleati per la legalità): "È la prima di una serie di iniziative che porteremo avanti, tecnologia più utile del distanziometro per contrastare la dipendenza"