ROMA - "Dalla lettura delle conclusioni dell'Avvocatura è di immediata evidenza che le nostre deduzioni sono state particolarmente apprezzate riguardo l'incompatibilità dell'attuale impianto normativo della proroga tecnica del bingo ai principi del trattato UE". Lo afferma l'avvocato Luca Giacobbe a seguito delle conclusioni dell'Avvocata Generale Laila Medina nell'ambito della causa che porterà la Corte di Giustizia dell'Unione Europea a definire conformità al diritto comunitario del canone di proroga tecnica delle concessioni delle sale bingo.
"Due punti della memoria - spiega - sono particolarmente rilevanti: in primis, l'avvocatura censura il fatto che il canone mensile non fosse contemplato nell’aggiudicazione iniziale: questo ha comportato una modifica sostanziale dei parametri economici di base delle concessioni. Questa considerazione potrebbe essere valida e potrebbe avere un impatto significativo anche su altre concessioni giochi ora in proroga. Il secondo elemento ben valorizzato dall'Avvocatura riguarda il fatto che l'attuale normativa non consente ad Adm di variare il canone mensile anche nel caso di fatti sopravvenuti, vedi Covid, non imputabili ai concessionari. La prudenza non è mai troppa, ora attendiamo con ottimismo la decisione della Corte".
RED/Agipro
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