ROMA - Il Tar Lazio ha accolto nuovi ricorsi presentati da diversi operatori del settore del Bingo contro la proroga delle concessioni per il biennio 2023-2024, confermando l’illegittimità del provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che prevedeva un canone pari a 7.500 euro mensili maggiorati del 15% per un totale di 8.625 euro. Secondo la sentenza, “la proroga di Adm è illegittima e contraria al diritto dell’Unione europea”, in quanto comporta una "modifica sostanziale" dei contratti di concessione senza il ricorso a una "nuova procedura selettiva".
I ricorrenti contestano non solo la continuità dell’attività senza gara, ma anche l’applicazione di un canone fisso maggiorato del 15%, giudicato "sproporzionato" rispetto ai fatturati reali degli operatori. La decisione del Tribunale Amministrativo conferma che, pur riconoscendo la prosecuzione dell’attività, “l’indennità dovuta non può essere determinata in modo rigido e forfetario, ma deve tenere conto dei fatturati conseguiti e dei sacrifici imposti all’operatore per beneficiare della proroga”.
La pronuncia segue quanto dichiarato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 20 marzo 2025, secondo cui le proroghe tecniche onerose, introdotte senza gara e con canone uniforme, risultano incompatibili con la direttiva europea del 2014, che disciplina le modifiche ai contratti di concessione. Il Tar ha quindi ordinato ad Adm di rideterminare il canone in modo proporzionato alla reale capacità economica dei concessionari, prevedendo eventuali indennità per il periodo 2023-2024.
FRP/Agipro
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