ROMA - Tornano operative le procedure di mobilità per 86 dei 102 dipendenti del Comune di Campione. È quanto ha stabilito la Quinta sezione del Consiglio di Stato sull'appello presentato dall'Amministrazione contro la decisione del Tar Lazio dello scorso marzo, che aveva sospeso il provvedimento dell’enclave. Nell'ordinanza pubblicata oggi si legge che le disposizioni stabilite dal Decreto fiscale - che tra le misure per il rilancio di Campione d’Italia ha previsto la nomina di un Commissario straordinario per risanare la casa da gioco o la nomina di un nuovo soggetto per la gestione del casinò - «non sono, di per sé, in grado di elidere l’obbligo di adottare, in relazione al dichiarato dissesto, le necessarie misure macroorganizzative» tra cui la «rideterminazione della pianta organica e di individuazione delle eccedenze di personale». Allo stato attuale, dunque, prevale l'interesse pubblico «alla migliore gestione delle risorse economiche nell’interesse della collettività», rispetto alla
«mera attivazione della procedura di mobilità a carico del personale in eccedenza».
La delibera sulle procedure di mobilità era stata disposta dal Comune sulla base decreto del Ministero dell’Interno del 10 aprile 2017, che pure è stato impugnato dai ricorrenti. La norma in questione prevede che i comuni in stato di dissesto abbiano soltanto un dipendente ogni 150 abitanti, senza eccezioni: la quota di dipendenti comunali che spetta a Campione d’Italia sarebbe quindi di 16 persone. La battaglia giudiziaria nei tribunali amministrativi non finisce qui: dopo la chiusura della fase cautelare in Consiglio di Stato, il prossimo appuntamento è in programma il 19 novembre, stavolta per l'udienza di merito al Tar Lazio. LL/Agipro