ROMA - Dal 27 luglio 2018, data della chiusura della casa da gioco, i Ministeri competenti non sono ancora riusciti neanche a prospettare una soluzione per affrontare una crisi che rischia di diventare irreversibile». Così, in una nota congiunta, Uil e Uilcom sul caso Campione d'Italia. «Il sindacato ha chiesto unitariamente più volte ai ministri competenti di definire un percorso per la riapertura della casa da gioco, senza avere mai avuto un riscontro, al di là del paradossale annuncio della nomina di un commissario il 19 gennaio, che ad oggi non sembra ancora essersi concretizzata». I sindacati aggiungono che «i mancati incassi del casinò di Campione vengono tutti assorbiti dalle vicine case da gioco svizzere di Mendrisio e Lugano che hanno visto incrementare il loro giro di affari di oltre il 35%. I continui 'impegni' da parte dei vari politici a oggi non hanno prodotto, purtroppo, nessun risultato. Chiediamo al Governo di porre fine a questa situazione trovando velocemente una soluzione per dare risposte a queste famiglie che, da troppo tempo ormai, vivono in condizioni di forte difficoltà».  RED/Agipro