ROMA – «Malagò e Tavecchio facciano il loro lavoro e dettino le regole per lo sport, ma le scommesse devono restare un settore separato e autonomo, controllato dal Ministero dell’Economia». Maurizio Ughi, amministratore di Obiettivo 2016 ed ex numero uno di Snai - nel momento di massima espansione dell'azienda - non ha dubbi e dice la sua sulle ultime proposte avanzate dai massimi dirigenti sportivi italiani per arginare il fenomeno delle combine, come il divieto di puntare sulla Lega Dilettanti e i campionati giovanili. «Lo sport e le scommesse sono eventi diversi, che hanno autorità di controllo separate ed è giusto che sia così – dice Ughi ad Agipronews – è inutile pensare di mettere a disposizione delle organizzazioni sportive un diritto di veto».
Ughi ribadisce che in passato legami troppo stretti non hanno portato buoni risultati: «Pensiamo all’ippica: con la gestione diretta delle scommesse la dimensione sportiva è finita in secondo piano ed è iniziata la crisi». Le scommesse possono essere «uno strumento per le federazioni, un campanello di allarme, ma la loro gestione deve restare separata – ribadisce ancora Ughi - il compito di chi governa il settore, in questo caso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è innanzitutto di tutelare gli scommettitori, oltre a mettere a disposizione delle autorità sportive un sistema di alert».
Strumenti che già adesso servono a segnalare «partite ed eventi truccati, un problema che esisteva anche prima che le puntate venissero autorizzate. La scommessa di fatto non è che un evento “appiccicato” allo sport». E per tutelare chi scommette Ughi propone una novità: «Oggi in seguito agli alert su una gara sospetta si chiudono le giocate, ma è una soluzione che tutela solo il “banco”. I Monopoli di Stato, invece, potrebbero decidere di annullare gli eventi sospetti e mettere tutto a rimborso».
PG/Agipro