ROMA - "Va bene imporre l’ordinanza sulle slot machine, ma non posso andare a danneggiare i miei concittadini quando altrove le regole sono diverse". E' il parere del sindaco di Brusnengo (BI) Fabrizio Bertolino, che ha deciso di revocare l'ordinanza sugli apparecchi che prevedeva il divieto di accensione in alcune fasce orarie al mattino e al pomeriggio. Il nuovo orario permette, adesso, di giocare dalle 10 alle 22 in maniera ininterrotta, mentre non si potrà giocare al mattino presto e alla sera tardi. "Siamo l’ultimo paese del Biellese a confine con la provincia di Vercelli e mi è stato fatto notare che nei centri vicini del Vercellese non vige la stessa ordinanza - ha spiegato il primo cittadino - Quindi il problema della ludopatia non si risolve, semplicemente chi veniva a giocare a Brusnengo va in qualche paese vicino e i nostri bar perdono clienti". 
"Anche io ritengo che la ludopatia vada combattuta, ma ci deve essere una regola uguale per tutti", ha aggiunto Bertolino. "Già ci fanno fare gli sceriffi - ha detto - visto che dobbiamo fare le ordinanze sul gioco e farle rispettare quando in realtà è una materia che andrebbe gestita a livello statale, ma non posso danneggiare anche i negozianti del mio paese. La soluzione? Che sia lo Stato a stabilire le regole e gli orari di funzionamento che valgano su tutto il territorio nazionale, altrimenti il problema non si risolve, ma semplicemente si sposta". 
Nel frattempo, arriva un caso "curioso" sempre in provincia di Biella, a Bioglio, paese di poco più di mille abitanti, dove il sindaco Stefano Ceffa ha emanato un'ordinanza che vieta il gioco dalle 17 alle 20 di tutti i giorni. "In paese, in realtà, non ci sono più slot machine ha spiegato lo stesso sindaco -. La nuova gestione del bar in cui prima si poteva giocare ha scelto di non averle, ma ci siamo adeguati comunque alla regolarizzazione degli orari".

RED/Agipro