ROMA - L’annullamento dell’informativa a Bplus non comporterà però lo stop al commissariamento della società disposto dalla Prefettura di Roma nell’agosto 2014. In merito alla gestione straordinaria, la sezione 1ter ribadisce quanto stabilito cinque mesi fa dai giudici della Seconda sezione, ai quali si era già rivolta Bplus: "Il venir meno dei presupposti che sorreggevano l’informativa antimafia del settembre 2012 - si legge nella sentenza - non ha affatto inficiato la legittimità del successivo provvedimento di commissariamento, perché nel caso in esame non si può dubitare della sussistenza di tutti i presupposti per l’attivazione della procedura”. Il commissariamento era stato stabilito dopo l’interruzione - a maggio 2014 - del rapporto tra Bplus e Alfonso Rossi Brigante, ex magistrato della Corte dei Conti nominato capo dell'Ufficio del controllore istituito dal Prefetto di Roma in seguito al protocollo di legalità che Bplus aveva firmato con il Prefetto e l’Amministrazione. Da allora la società è in mano a una “gestione temporanea e provvisoria” al cui vertice c’è il generale in congedo della Guardia di Finanza, Vincenzo Suppa, come commissario con pieni poteri (esclusa la possibilità di cessione del bene) sulla gestione ordinaria della società. (fine) LL/Agipro
Bplus, Tar Lazio conferma commissariamento della società (2)