ROMA - Gli operatori delle slot hanno diritto di accedere ai documenti sulla posizione di Bplus, concessionario al centro di un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e che grazie a una sentenza del Consiglio di Stato non ha sottoscritto il nuovo e più oneroso contratto di gestione con l'Adm. E' quanto ha deciso la seconda sezione del Tar Lazio accogliendo il ricorso presentato da Acadi, associazione che riunisce cinque concessionari (Cirsa, Codere, Hbg, Sisal e Snai). I concessionari sottolineavano che BPlus nonostante non avesse sottoscritto la nuova convenzione continuava a raccogliere gioco a condizioni più vantaggiose rispetto a tutti gli altri.
Gli operatori - sottolineano i giudici del Tar Lazio nella sentenza - operano "nello stesso mercato di Bplus" e per questo motivo hanno un "interesse qualificato, pertinente ad una 'situazione giuridicamente rilevante', alla cui tutela, in sede giudiziale o stragiudiziale, risulta strumentale l'esercizio del diritto di accesso" agli atti ed esiste "un nesso evidente tra i documenti richiesti e il diritto delle ricorrenti a difendere (eventualmente anche in giudizio) la propria quota di mercato, o, comunque, il loro diritto alla parità di trattamento".
"Pur essendosi costituita in giudizio,  - evidenziano inoltre i giudici amministrativi - la società Bplus non ha nemmeno rappresentato particolari esigenze di riservatezza che possano frapporsi a quelle ostensive delle ricorrenti".
Il Tar Lazio, dunque, "ordina all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di esibire gli atti richiesti" nel termine di trenta giorni dalla comunicazione della sentenza.
SA/Agipro