ROMA - Una "decisione abnorme" che "dovrà essere necessariamente riesaminata" dalla Cassazione e dai giudici europei. E' il commento dei legali di Bplus dopo la sentenza d'appello della Corte dei Conti sulla vicenda delle maxi penali slot, che ha stabilito una multa di 335 milioni alla società (ridotta rispetto ai 845 milioni stabiliti in primo grado). "Il comportamento della società era stato ritenuto assolutamente regolare ed esente da qualunque responsabilità, con una chiarissima sentenza definitiva del Consiglio di Stato", spiegano in una nota gli avvocati Stefano Vinti, Andrea Scuderi e Lino Barreca. Per Bplus, dunque, la sentenza della Terza sezione d'appello "mina alla base la credibilità e stabilità del nostro stesso sistema giudiziario nazionale e lo rende sotto molteplici profili inaffidabile rispetto agli altri paesi europei". Nel mirino anche la sanzione comminata dai giudici: "Ci siamo trovati di fronte ad una condanna il cui stratosferico importo, oltre che privo di fondamento giuridico, manca comunque di qualunque minimo elemento concreto ed attendibile di calcolo". La Corte, si legge ancora, "ha proceduto in maniera assolutamente indeterminata, secondo un criterio arbitrariamente equitativo, che non è ammissibile di fronte a questioni di tale rilevanza e finisce per costituire una vera e propria spoliazione patrimoniale". E' scontro anche per le consulenze tecniche richieste dalla società ma non ammesse dai giudici, valutazioni "che avevamo richiesto allo scopo di dimostrare concretamente l’assoluta inesistenza di qualunque danno". I giudici, inoltre, "avrebbero dovuto sospendere il processo o quantomeno fornire le motivazioni che hanno portato a rinunciare al rinvio alla Corte di Lussemburgo". Per questo motivo la decisione "dovrà essere necessariamente riesaminata e sottoposta all’esame tanto della Cassazione che dei Giudici europei". RED/Agipro