ROMA - Nessuna decisione sul rendiconto giudiziale di Bplus - vale a dire il 'report' con i flussi di denaro gestiti per conto dello Stato dai concessionari - da parte della Prima sezione d'appello della Corte dei Conti, che ha rinviato il giudizio alla Sezione del Lazio: quest'ultima lo aveva già dichiarato improcedibile in primo grado nel luglio del 2013. E' quanto stabilito nella sentenza dei giudici contabili. Una vicenda che parte due anni fa, con la Corte dei Conti chiamata a stabilire se i conti di gestione presentati dalla società per il periodo 2004-2009 fossero formalmente adeguati. Nella sentenza di primo grado, i giudici avevano dichiarato che i dati non erano idonei per stilare un conto di gestione, poiché basati sui conteggi forfettari delle macchine. Una decisione contro cui Bplus si è appellata, sostenendo l’integralità del dato trasmesso, "e la irrilevanza del dato forfettizzato, in quanto previsto per legge e costituente pertanto un elemento ineliminabile dell’architettura del sistema". La Prima sezione d'appello, però, ritiene che la pronuncia in primo grado presuppone "che la Sezione stessa abbia prima esaminato un conto nella sua completezza ed abbia, conseguentemente, accertato che i conti non furono saldati o non si bilanciano in favore dell’agente dell’Amministrazione e, dunque, che si è eventualmente creato un 'debito dell’agente'". Nel caso di Bplus, però, la relazione conclusiva del magistrato istruttore non ha evidenziato debiti del concessionario, rilevando piuttosto "consistenti irregolarità e la carenza di dati ed elementi necessari perché la Sezione possa rendere il suo giudizio definitivo". Per questo motivo, "il Collegio esprime il convincimento che non può procedersi, allo stato,  a nessuna conclusiva pronuncia in ordine ai conti consuntivi in questione (tanto meno di condanna) nei confronti dei soggetti interessati" e dispone di rinviare gli atti al primo giudice in modo giungere "alla finale evidenziazione di un risultato contabile". LL/Agipro