ROMA - Il caro bollette, la crescita dei prezzi delle materie prime e le conseguenze del conflitto in Ucraina si ripercuotono anche sui gestori di sale slot, scommesse e bingo che - dopo due anni di pandemia e diversi mesi di lockdown della rete retail - in queste prime settimane del 2022 si ritrovano ad affrontare aumenti delle fino al 50% per la luce.

«Le sale specializzate presentano costi che non possono essere abbattuti, come ad esempio il funzionamento degli impianti di condizionamento e ricambio aria, i sistemi di sicurezza e la ristorazione», spiega Emmanuele Cangianelli, presidente Egp-Fipe. «Dal 2019, i costi energetici sono cresciuti esponenzialmente anche per le nuove esigenze di trattamento dell'aria imposte dai protocolli di prevenzione COVID» e «inevitabilmente cresceranno ancora in questo primo trimestre del 2022»: questo pone «gli imprenditori di fronte a una scelta che comprende anche la chiusura dei punti vendita più esposti. C’è purtroppo il rischio di una riduzione dell'occupazione, del numero delle imprese e del perimetro stesso della legalità», denuncia Cangianelli. 

«I rincari sono in media del 30-50%, con bollette fino a 5mila euro: sono costi al di fuori della nostra portata», aggiunge Pasquale Chiacchio, presidente di Giocare Legale. «Alla luce di questa nuova fase emergenziale, il Governo deve sostenere le piccole-medie imprese: non vogliamo i ristori, ma che si dimezzino il Preu e l’Imposta unica per dieci mesi», chiede Chiacchio.

«Veniamo da due anni di pandemia, dove abbiamo continuato a pagare affitti anche da 8mila euro al mese» e tra poco arriverà l'estate, «quando dovremo accendere i condizionatori», ricorda Domenico Distante, presidente di Sapar. «Siamo tutti a rischio, piccoli e grandi operatori: il Governo deve tutelare le piccole-medie imprese e affrontare questa situazione», conclude.

RED/Agipro