ROMA - Le forze di polizia sorvegliano con forte attenzione la raccolta di scommesse per verificare eventuali collegamenti con la criminalità organizzata. Così il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci ha risposto in Commissione Affari Sociali all’interrogazione presentata dai deputati M5S Toninelli e Zolezzi. I parlamentari pentastellati chiedevano lumi, relativamente alla regione Liguria, sull’«inerzia» nella chiusura di alcuni centri scommesse privi di autorizzazione. Bocci ha quindi rilevato come l’attività di controllo sul settore «ha dato luogo, nei mesi scorsi, ad una operazione condotta  dalla  Questura di Genova in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con l’arresto di 4 persone, accusate di appartenere ad una associazione mafiosa di tipo’ndraghetista». A seguito della suddetta indagine, inoltre, «il Gruppo interforze operante in Prefettura ha avviato[…]una specifica attività di monitoraggio con finalità di prevenzione antimafia». Quanto alla coesistenza dell’attuale sistema di concessioni per la raccolta scommesse e la legge per la prevenzione del gioco patologico in Liguria (che pone limiti di distanza minima delle sale da gioco da luoghi sensibili) Bocci ha spiegato come «i due ordini di disciplina coesistono poiché attengono ad interessi pubblici diversi, facenti capo alle rispettive Amministrazioni, statali e territoriali». AG/Agipro