ROMA - Sospeso l'aumento dei canoni mensili dovuti dai concessionari del bingo almeno fino al 22 novembre. Lo ha deciso il Tar del Lazio, che ha accolto la domanda cautelare degli operatori, rappresentati dallo studio legale Giacobbe, Tariciotti e associati, rinviando all'udienza di merito la decisione sul ricorso contro la nota di Adm che annunciava la proroga a titolo oneroso delle concessioni fino al dicembre 2024. Nell'ordinanza si legge che la domanda cautelare è meritevole di accoglimento anche “in considerazione dei dubbi di compatibilità euro-unitaria già espressi dal Consiglio di Stato su analoghe misure adottate in base alla previgente disciplina di legge”. Al momento, infatti, sulla stessa questione il Consiglio di Stato ha rimandato la decisione alla Corte UE, da cui si attende una pronuncia sul caso. Inoltre “il Collegio ritiene che sussistano i presupposti per sospendere l’efficacia del gravato provvedimento e, quindi, per disporre che le società ricorrenti siano tenute a versare il canone concessorio nella ridotta misura di euro 2.800 mensili”.

LA SITUAZIONE - Nella nota di Adm contro cui hanno fatto ricorso i concessionari erano specificate anche le modalità di pagamento del canone e i relativi aumenti, con la scadenza della prima rata fissata per il 15 luglio. Con il decreto cautelare che ha accolto la richiesta di sospensiva a fine giugno, il tribunale amministrativo ha riportato il pagamento dovuto a 2.800 euro mensili, confermando il taglio dai precedenti 7.500 euro, nonché lo stop alla 'ulteriore maggiorazione' del 15% prevista per la proroga delle concessioni dalla legge di bilancio 2023.

GM/Agipro

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