ROMA - Il Tar del Lazio ha accolto altri ricorsi di diversi concessionari del Bingo contro la proroga delle concessioni fino al 31 gennaio 2026, decisa dall'Agenzia dei Monopoli secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2025. Il Tribunale ribadisce quindi la sospensione della proroga tecnica e la sua incompatibilità con il diritto europeo, come affermato dalla sentenza del 20 marzo 2025 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Il provvedimento di Adm fissava un canone forfettario annuale di 108mila euro per ciascun concessionario, in attesa che il riordino del gioco fisico, collegato alla legge delega al Governo sulla riforma fiscale, portasse a un nuovo bando di gara.

Come nelle sentenze della scorsa settimana, il Tar del Lazio ha evidenziato che le condizioni economiche delle concessioni non potessero essere modificate così radicalmente senza bandire una nuova gara. Il canone di proroga deciso dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli risulta quindi, spiegano i giudici amministrativi, “arbitrario, sproporzionato e non correlato al fatturato dell’impresa”. Sono quindi violati i principi di concorrenza, proporzionalità e libertà economica d'impresa. Adm dovrà ricalcolare caso per caso nuovi canoni, anche in via provvisoria, basandosi sui ricavi effettivi degli operatori e sui costi/benefici derivati dalle proroghe.

DVA/Agipro