ROMA - Le sale bingo si confermano «uno scenario rassicurante all’interno del quale la dimensione di socializzazione mantiene uno spazio evidente» e «dove è presente un’offerta consona alla dimensione dell’intrattenimento», sono assicurati «i maggiori livelli di sicurezza» e «un pieno controllo del divieto di accesso ai minori». E' quanto si legge nel rapporto "Il Bingo nella crisi del gioco legale in Italia", realizzato dall'Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes e presentato oggi. I dati forniti dagli operatori e alcuni studi rivelano che attualmente ci sono 1,1 milioni di giocatori; il 58% dei giocatori è una donna. La spesa media mensile pro capite (su giocatori) è di 33 euro, mentre la spesa media mensile pro capite (su popolazione residente +18 anni) è di 0,7 euro.
Inoltre, per sua natura, il bingo mostra «minimi rischi di derive problematiche e patologiche nei giocatori». Per quanto riguarda i rischi di incorrere nel disturbo da gioco, la percezione tra i giocatori del Bingo è «molto elevata e, vista la scarsa incidenza di questa tipologia di gioco per lo sviluppo di dipendenze, ciò attesta un’attenzione “precauzionale” molto forte rispetto alla più ampia galassia del consumo di gioco». Infine, anche se «tutto il comparto del gioco è di altissimo interesse per la criminalità organizzata, dall’analisi delle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e della Direzione Investigativa Antimafia degli ultimi due anni, emerge un interesse comunque marginale per il gioco del Bingo, rispetto ad altri segmenti del settore».
MSC/Agipro