ROMA - Il Consiglio di Stato, con la sentenza del 6 ottobre, ha dichiarato illegittimo l’aumento del canone per le sale bingo. “Restano ovviamente sul tavolo le questioni in ordine alla sorte delle somme già versate dai concessionari, in eccesso rispetto ai criteri stabiliti dalla sentenza, tra i quali è bocciata la previsione di un canone forfettario uguale per tutti che dovrà lasciare posto al criterio del fatturato di ciascun operatore”. Questo è quanto dichiarato dagli avvocati Alvise Vergerio di Cesana e Luca Porfiri, in seguito alla sentenza emessa dalla VII sezione del Consiglio di Stato, con la quale è stato accolto in parte l’appello proposto da ANIB (Associazione Nazionale Italiana Bingo) e Play Game, annullando la nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 18 novembre 2020 che negava la sospensione e la rideterminazione del canone dovuto in regime di proroga.
“Per effetto della sentenza - proseguono i legali - Adm dovrà (unitamente allo Stato italiano) immediatamente conformarsi al dictum del Consiglio di Stato, provvedendo all’immediata banditura della gara e ancor prima, nelle more, alla rideterminazione del canone concessorio rispettando i criteri di legalità dettagliatamente fissati dal Giudice amministrativo”.

FRP/Agipro