ROMA - La somma richiesta alle imprese del bingo per la proroga della concessione ha determinato «una situazione di grave insostenibilità economico-finanziaria» per le piccole e medie imprese del settore. È quanto scrive il Consiglio di Stato nell'ordinanza che riporta il canone mensile richiesto alle aziende a 2.800 euro, la cifra prevista nella prima proroga del 2014. Il caso, sollevato da otto società supportate dall'Associazione Nazionale Italiana Bingo, è strettamente collegato a un diverso giudizio - presentato da altri operatori di settore - già pendente in Corte Costituzionale. Identico il tema dei ricorsi, ovvero l'aumento del canone concessorio per la proroga da 2.800 euro agli attuali 7.500 euro; una cifra ritenuta troppo alta e incostituzionale dagli operatori, che sosterranno le loro motivazioni davanti alla Consulta a fine febbraio. Nel frattempo, in Consiglio di Stato «è emersa una situazione di grave insostenibilità economico-finanziaria, da parte delle società, del canone concessorio rideterminato dall’Amministrazione in sede di proroga tecnica della concessione». La Quarta sezione accoglie dunque la richiesta delle società (bocciata invece dal Tar Lazio lo scorso anno): ovvero, stabilendo che gli operatori tornino a versare all’Agenzia Dogane e Monopoli «la somma di 2.800 mensili»; tale misura cautelare sarà efficace «fino al momento della pubblicazione della sentenza di merito». La decisione avrà effetto immediato per le imprese che hanno presentato il ricorso; è tuttavia presumibile che il canone verrà momentaneamente adeguato per tutti gli operatori in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari. Se così fosse, le entrate previste per lo Stato per le 200 concessioni passerebbero da 18 a 6,72 milioni annuali, con una perdita di 11,3 milioni. LL/Agipro
Bingo, Consiglio di Stato: "Proroga della concessione troppo costosa, canone torni a 2.800 euro"