ROMA - «La diminuzione degli orari di apertura porta a un ridimensionamento del personale, porta ai contratti part-time, a sommare le mansioni dei dipendenti. Con il lockdown, inoltre, molte sale bingo sono state chiuse: abbiamo esaurito le 18 settimane di ammortizzatori sociali previste dalla normativa e, nonostante la riapertura, la ripresa non è cominciata al 100%». Lo ha detto Mirco Ceotto, Segretario nazionale Fisascat Cisl, durante la presentazione del rapporto "Il Bingo nella crisi del gioco legale in Italia", realizzato dall'Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes. «Non è detto che la limitazione degli orari e degli ingressi sia direttamente proporzionale alla riduzione del gioco: la domanda si sposta, le persone giocano in altri luoghi, anche non legali, e questo rischia di diventare un problema. È necessaria una riforma che possa dare un'organicità al settore e che non sia in contraddizione tra la norma nazionale e le norme degli enti locali», ha spiegato.
MSC/Agipro
Bingo, Ceotto (Fisascat Cisl): "Limiti orari inefficaci per la riduzione dell'offerta, serve riforma organica del settore"