ROMA - Si apre un nuovo contenzioso legale tra i concessionari del bingo e l'Agenzia Dogane e Monopoli, ancora una volta sui canoni mensili che ogni sala è tenuta a versare per la proroga delle concessioni. In una circolare inviata alle società negli scorsi giorni, Adm ha chiesto entro 15 giorni il pagamento delle somme non versate durante il secondo periodo di lockdown della rete fisica (circa sette mesi), pena l'escussione delle fideiussioni depositate. Una richiesta che ha portato ai ricorsi urgenti dei concessionari al Tar Lazio, chiamato a esprimersi nei prossimi giorni: la tesi dei concessionari è che la norma prevista nel decreto Cura Italia - che sospendeva il versamento del canone per i periodi di chiusura dovuti alla pandemia - si applicasse anche al secondo lockdown. Un'interpretazione contestata però dall'Amministrazione, secondo cui non c'è una disposizione esplicita che prevedeva l'ulteriore sospensione dei canoni. Nel mirino dei concessionari anche la precisazione di Adm, secondo cui il pagamento si rende necessario poiché «a breve» sarà bandita la gara per le nuove concessioni. In ballo, spiegano fonti dell'industria, c'è il futuro di circa 200 sale bingo alle prese con un nuovo periodo di difficoltà a causa dei prezzi dell'energia, del caro bollette e di liquidità in molti casi insufficiente.
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