LONDRA - "Il primo sito di scommesse (Intertops, ndr) è andato online almeno venti anni fa, l'Italia è stata la prima ad avere un quadro normativo organizzato. Tutto era diverso nel 2006, dal palinsesto alle tasse, quando iniziò il cambiamento. Praticamente tutte le major hanno ora una licenza italiana, l'ultima in ordine di tempo è stata Bet365. Negli ultimi anni, molto è cambiato: ora le scommesse sono quasi tutte "live" e meno sul calcio rispetto a prima". Un panorama diverso, sottolinea Francesco Rodano, Chief Policy Officer a Playtech e in passato capo del gioco online ai Monopoli di Stato. "La regolamentazione sta tentando di seguire il progresso e Snai è un esempio in questo: il 55% delle scommesse online viene dall'interazione con il retail". E se un operatore dovesse scegliere di entrare in questa fase nel mercato italiano? L'impresa sarebbe complicata, aggiunge Rodano, proprio perché le quote di mercato sono ormai consolidate e l'acquisizione dei clienti sempre più complicata e costosa. "L'opinione pubblica ha un'idea non positiva del settore giochi - ha concluso - e per questo sono state introdotte limitazioni alla pubblicità. L'industria italiana ora deve poter dimostrare di far qualcosa di sua iniziativa contro la dipendenza dal gioco, non affidarsi a politici e regolatori: questo non è più sufficiente". NT/Agipro
Betting on Football, Rodano (Chief Policy Officer Playtech): "Mercato italiano competitivo grazie a novità tecnologiche e regolamentari"