ROMA - Una sentenza interpretativa che annulli il reato di scommesse abusive per i bookmaker esteri che hanno subito discriminazioni. È quanto ha chiesto la società maltese Centurionbet, titolare del marchio Bet1228, nell'udienza pubblica odierna in Corte Costituzionale, rinviata a fine 2014 dal tribunale di Bari,nella quale è stata discussa la questione riguardante di un Ctd collegato al bookmaker, sequestrato nel 2012 per mancanza di concessione statale e licenza di sicurezza. I legali di Centurionbet hanno invocato l'"la discriminazione indiretta" che non avrebbe permesso alla società di partecipare alla gara del 2012: nel mirino, la durata minore delle concessioni e la clausola di cessione gratuita della rete. "Non mettiamo in discussione il sistema italiano, basato sul doppio binario della concessione e dell'autorizzazione di polizia - ha sostenuto il legale della società, Vincenzo Scarano - ma chiediamo che per questo tipo di soggetti, vessati da continui ricorsi, venga disapplicata la norma che prevede il reato di scommesse abusive, anche nel caso in cui il giudice ordinario decida di non seguire le indicazioni della Corte Ue". LL/Agipro
Bet1128 in Corte Costituzionale: "No al reato di scommesse abusive per bookmaker discriminati"