ROMA - I Carabinieri di Bari hanno eseguito questa mattina un decreto di sequestro beni per un valore di 50 milioni di euro a carico di un imprenditore 68enne di Gravina in Puglia: sotto sequestro sono finite anche sei società  che si occupano di produzione, commercializzazione e installazione di slot machine e videogiochi. Le indagini hanno preso in esame le dichiarazioni dei redditi presentate dall'imprenditore a partire dal 1985 sino al 2012 e hanno fatto emergere un'evidente sproporzione tra il patrimonio accumulato dall'imprenditore e il reddito dichiarato che, secondo i parametri Istat, non sarebbe bastato nemmeno a mantenere la propria famiglia. E' stato inoltre documentato che la costituzione e la gestione delle molteplici società  riconducibili all'imprenditore erano intestate a familiari o a soggetti che fungevano da prestanome. Tra le aziende sequestrate alla famiglia dell'imprenditore anche la Web tecnology, il cui titolare risulta essere il figlio, azienda leader nella commercializzazione di slot machine.  «Un impero diversificato su vari fronti: parliamo di beni immobili sparsi nell'Italia meridionale e di società  che commercializzavano slot machine nelle sale giochi di tutta l'area murgiana», ha detto il colonnello Rosario Castello. RED/Agipro