ROMA - Dopo l'annuncio di finanziamenti per 170 milioni di euro alle imprese del Lazio da parte della Banca Europea per gli investimenti, in collaborazione con Unicredit, BNL, e BCC, la Banca di Credito Cooperativo di Roma ha reso noto che neanche un euro sarà devoluto a imprese che trattano armi, gioco, tabacco, perché i loro progetti di finanziamento si occuperanno solo di realtà che creano ricchezza e lavoro per il territorio. Il gioco lecito - con gestori proprietari di apparecchi, conduttori di sale, produttori e costruttori di congegni e programmi dedicati ai prodotti autorizzati dallo Stato - «viene, dunque equiparato alla diffusione delle armi prodotte da aziende private che non operano su mandato dell’Amministrazione Finanziaria». E' la denuncia dell'associazione dei gestori As.tro che ricorda «l'indagine conoscitiva che l’Antitrust ha avviato su impulso di As.tro in merito alle discriminazioni selettive che proprio i tre istituti citati conducono storicamente contro gli operatori di settore».
«Il marketing bancario continua a usare l’etica come strumento di alterazione del mercato. Basta verificare l’IBAN sui quali pervengono i riversamenti delle raccolte di gioco pubblico per accorgersi che gli “istituti etici” non disprezzano tutto il gioco in sé, ma semplicemente non ritengono “etico” chi ci lavora “sul territorio”. In parole povere, il titolare di una sala non avrà mai un conto corrente su BCC, Unicredit, BNL, ma su tali istituti verserà preu, canone Aams e aggio del concessionario. Chi produce ricchezza e lavoro, quindi, garantendo buste paga e tasse locali, non è etico, mentre lo è il beneficiario di tale “produzione”», sottolinea As.tro. «All’Antitrust saranno quindi trasmesse queste ultime evidenze, e sarà attivato un rigoroso monitoraggio sulla destinazione di questi corposi finanziamenti». RED/Agipro