ROMA - No alla disparità di trattamento tra operatori di gioco fisici e online in Austria. È quanto scrive la International Betting Integrity Association, - associazione no profit formata dai principali operatori europei impegnata nella lotta alla manipolazione degli eventi sportivi - in una nota inviata alla Commissione Europea. A destare perplessità è in particolare la regolamentazione della Bassa Austria (ogni stato ha la possibilità di sviluppare le sue norme), ritenuta particolarmente sfavorevole per gli operatori online: le licenze per il gioco fisico hanno una validità di dieci anni, quelle a distanza saranno rilasciate per un massimo di due. La Bassa Austria, inoltre, ha intenzione di vietare le giocate "live" e inserire un limite di 350 euro per ogni scommessa. Secondo l'IBIA tali limitazioni avranno come effetto quelli di allontanare gli operatori legali, a vantaggio di quelli legali: «Le autorità dello stato non hanno dato nessuna motivazione che giustifichi tali misure - si legge nella nota dell'associazione - Chiediamo dunque alla Commissione Ue di esaminare la compatibilità di tali restrizioni con il diritto dell'Unione». LL/Agipro