ROMA - Il Collegio della Terza Sezione fa poi presente che "nella complessità del mondo moderno è possibile essere chiamati a rispondere di somme che il responsabile non potrà mai rifondere al danneggiato; le stesse assicurazioni, di fronte a casi in cui mancano i grandi numeri, sono chiamate ad affrontare situazioni che spesso assomigliano più a una scommessa che a vera e propria assicurazione". Una precisazione che però non esclude il rigore nella valutazione dei casi: "L'incapacità patrimoniale del danneggiante di pagare l'importo per cui è stato condannato non può impedire al giudice di accertare il diritto al risarcimento del pregiudizio subito dal danneggiato". Sul lato procedurale della vicenda i giudici ribadiscono a Bplus che "il giudizio davanti alla Corte dei Conti non è un giudizio penale", bensì "un giudizio di risarcimento di danni arrecati da soggetti legati da rapporto di servizio a una pubblica amministrazione". Dunque "neppure le significative differenze con l'ordinaria azione risarcitoria civile possono trasformare il giudizio di responsabilità amministrativa in un giudizio (simil) penale". (fine) LL/Agipro
Maxi multe slot, Corte dei Conti: "Alcune sanzioni erogate non potranno mai essere sostenute" (2)