ROMA - Prevenzione e cooperazione nel contrasto alla corruzione e al match-fixing: questi gli obiettivi principali da perseguire a livello europeo e internazionale. È quanto emerso nel corso del dibattito all'International Conference dell'AMATT, l'Anti Match-Fixing Top Training, in corso al Salone D'Onore del Coni a Roma. «La prevenzione è fondamentale nel contrasto alla corruzione e alla manipolazione degli eventi sportivi. - ha detto Friedrich Martens, a capo dell’unità contro le frodi sportive del Comitato Olimpico Internazionale - La prevenzione e un'educazione di alto livello possono connettere tutte le azioni del Comitato Olimpico Internazionale, delle forze di polizia come l'Interpol e di tutto il sistema. Come Comitato Olimpico Internazionale diamo grande importanza al contrasto al match fixing e siamo consapevoli che la regolamentazione e la legislazione sono fondamentali per combattere alla base la corruzione. Questo progetto è fondamentale per dare una ulteriore accelerazione alla cooperazione». Alla base della cooperazione c'è la condivisione delle esperienze e delle informazioni, come ha evidenziato Roberto Ribaudo, direttore della terza Divisione Interpol. «In Italia svolgiamo un lavoro costante grazie alla collaborazione tra le diverse forze di polizia e i gruppi di investigazione. - ha evidenziato Ribaudo - Condividere informazioni, un'azione e un'analisi dettagliata, passo dopo passo, un monitoraggio costante dei flussi di scommesse sono gli obiettivi fondamentali che perseguiamo e che dobbiamo perseguire anche a livello internazionale».
Informare ed educare sono le chiavi per prevenire fenomeni di match-fixing e manipolazione degli eventi sportivi. «La prevenzione a tutti i livelli è fondamentale, dai più giovani, dagli atleti ai giudici di gara. - ha evidenziato Rute Soares, Integrity officer della Federcalcio portoghese e UEFA Ethics and Disciplinary Inspector - Per farlo al meglio è necessario lavorare assieme perché la strada da percorrere è ancora molto lunga. Corruzione, match fixing, atleti che scommettono sono situazioni da combattere, e tutti dobbiamo fare qualcosa partendo dalla regolamentazione e dell'educazione: perché la prima cosa da fare è convincere i protagonisti dello sport che la loro attività ha bisogno di essere protetta». SA/Agipro