ROMA - «Le ordinanze del Consiglio di Stato lasciano ben sperare in un altrettanto favorevole giudizio da parte della Corte di Giustizia, che potrebbe condurre all’accoglimento dei ricorsi di primo grado». Così Carmelo Barreca, avvocato dei concessionari Cirsa, Gamenet e NTS, dopo la decisione di Palazzo Spada di rinviare alla Corte di Giustizia Ue i ricorsi dei concessionari slot e vlt contro la tassa da 500 milioni. «I provvedimenti hanno interamente accolto i due fondamentali profili che avevamo rappresentato nei nostri ricorsi, estendendoli anche a tutti gli altri giudizi - spiega Barreca - Il primo profilo si fondava sul fatto che un prelievo di questo tipo, per essere compatibile col diritto comunitario, deve basarsi su motivi imperativi di interesse generale, oltre a dover esser comunque proporzionato, ma la giurisprudenza della Corte Europea è costante nel ritenere che le mere esigenze economiche “di far cassa” non costituiscono motivi imperativi di interesse generale. Quindi la restrizione ai principi del Trattato e al principio del legittimo affidamento deve ritenersi illegittima». Il secondo profilo «anch’esso oggetto di rimessione, riguarda la disparità di trattamento: se l'intenzione dello Stato era di far cassa dal settore dei giochi, avrebbe dovuto operare un prelievo equilibrato e proporzionale su tutti i giochi pubblici - conclude Barreca - e non intervenire selettivamente solo sul settore degli apparecchi». LL/Agipro
Tassa 500 milioni, Barreca (avv. concessionari slot): "Ordinanze del Consiglio di Stato fanno ben sperare, la norma non era giustificata"