ROMA - «Impedire alle aziende di questo settore di investire in promozione nel nostro Paese porterebbe svantaggi concorrenziali ai club italiani, dirottando all'estero i budget pubblicitari destinati alle nostre squadre, senza considerare il danno economico per lo Stato italiano che perderebbe, nel corso dei prossimi tre anni, sino a 700 milioni di gettito proprio come conseguenza del divieto per questa tipologia di advertising - prosegue la Serie B - La Lega Nazionale Professionisti Serie B, in piena condivisione degli intenti e delle finalità poste a fondamento degli articoli relativi alla lotta alla ludopatia, ritiene che le misure attualmente individuate non siano realmente efficaci per arginare tale dipendenza, che andrebbe valorizzata attraverso programmi di educazione, prevenzione, sensibilizzazione e disincentivo al gioco patologico. Analogamente alla Serie A, anche la Lega Nazionale Professionisti Serie B organizza da quattro stagioni, per tutti i calciatori e gli staff tecnici delle Prime Squadre e delle formazioni Primavera dei propri club, giornate di formazione contro il match-fixing, con evidenti effetti positivi sulla conoscenza del fenomeno per i propri tesserati. Iniziative di questo tipo vanno sostenute e moltiplicate, considerandole realmente utili per informare e prevenire. La Lega Nazionale Professionisti Serie B e le sue Società sono da sempre impegnate nella diffusione della pratica responsabile del betting e ritengono che l'introduzione di questo provvedimento, così come approvato dal Consiglio dei Ministri, proibendo ogni forma di comunicazione e pubblicità, favorisca inoltre il proliferare di operatori non autorizzati alla raccolta e il diffondersi del gioco sommerso e clandestino, individuato dagli esperti come la vera causa delle ludopatie». RED/Agipro
Scommesse, Lega Serie B: "Divieto di pubblicità avrà gravi conseguenze" (2)