ROMA - «Il distanziometro non mitiga la pulsione al gioco dei giocatori problematici e patologici, mentre può avere un effetto di dissuasione per quelli sociali». E’ quanto spiega Alberto Baldazzi, coordinatore della ricerca Eurispes “Gioco legale e dipendenze in Puglia”, elaborando i dati dell'Istituto Superiore di Sanità. L'11,3% dei giocatori “problematici” preferisce giocare in luoghi lontani da casa, contro il 2,5% di quelli “sociali”, e il 10,7% dei “problematici” ha una predilezione per gli esercizi che garantiscono maggior privacy, rispetto all'1,5% dei giocatori “sociali”. Dunque, il giocatore problematico ricerca luoghi lontani che garantiscono privacy e che, in qualche misura, nascondono la loro condizione di giocatori. PG/Agipro
Puglia, Baldazzi (Eurispes): “Distanziometro, effetto zero su giocatori problematici”